Pensare “Additive”: a cosa serve (davvero) la stampa 3D

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Il vantaggio di poter realizzare in tempi brevi componenti dalle geometrie complesse, a prezzi che variano a seconda delle dimensioni e non del grado di complessità e con una libertà di forma non raggiungibile con i tradizionali processi di produzione.

I pregi della stampa 3D sono ormai comprovati e dominano i titoli della stampa e dei portali di informazione specialistica.

Ma ci sono anche svantaggi?

Dire che si può fare tutto con la stampa 3D è sbagliato, esattamente quanto dire che i pezzi stampati 3D non sono resistenti. Occorre fare un po’ di chiarezza: quali sono le tecnologie più adatte alla prototipazione (come la stereolitografia) e altre utilizzabili per la realizzazioni di componenti pronti all’uso finale, come la sinterizzazione di plastiche e metalli e l’FDM.

Dal settore fieristico, per le riproduzioni in scala di impianti e prodotti fino all’industria orafa, alimentare e al settore odontotecnico, i campi di applicazione dell’additive manifacturing sono tantissimi.

E le applicazioni professionali?

Insomma, pensare “additive” non è semplice come sembra, ed è per questo che abbiamo chiamato i rinforzi.

La giornata di formazione “Think Additive”, è stata infatti organizzata proprio con l’obiettivo di far scoprire ai partecipanti limiti e punti di forza di ogni tecnologia additiva (FDM, SLS, SLA, DMLS, MJF, DLP). Davide Scaccaglia e Francesco Soncini, fondatori di 3DPR e in veste eccezionale di docenti del corso, mostreranno esempi di realizzazioni e descriveranno casi studio reali fino alla vera e propria progettazione di componenti per essere realizzati in stampa 3D.

Il corso, in programma venerdì 13 marzo dalle 10.00 alle 17.00 al FabLab Parma, prevede la possibilità di sconti e tariffe agevolate per under 35 e per le aziende che iscriveranno più di un dipendente.

* Tratto dall’intervista a 3DPR di Alessia Cotroneo per la rivista Meccanica.

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