Piccole makers crescono: intervista a Chiara Zerbini

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Il FabLab? Una giungla!

Cosa vuol dire essere tirocinante in tempi di pandemia? Lo abbiamo chiesto alla maker in erba Chiara Zerbini, che da febbraio a ottobre 2020 ha svolto il suo tirocinio professionale al FabLab Parma.

1) Ciao! Raccontaci un po' chi sei.

Ciao! Sono Chiara Zerbini, 29enne di un piccolo paese della provincia di Cremona. Frequento il secondo e ultimo anno dell’Istituto Tecnico Machina Lonati di Brescia, con indirizzo “Design per gli accessori della moda”. Prima di iscrivermi a questo percorso di studi, ho studiato pasticceria ed ho lavorato per anni come cuoca tra Parma, Barcellona e Cremona. A seguito di alcuni eventi, però, ho deciso di seguire una delle mie passioni che mi hanno accompagnato sin da piccola: il design e la progettazione di oggetti.

2) Come mai hai scelto il FabLab Parma per svolgere il tuo tirocinio?

Grazie al mio piano di studi ho esplorato il mondo della progettazione in tre dimensioni ed ho avuto qualche esperienza con la stampante 3D. Negli anni passati, quando vivevo a Parma, avevo sentito parlare di FabLab ma non mi ero mai spinta fisicamente a conoscere questo mondo. Quando ho avuto possibilità di scegliere dove effettuare il tirocinio, ho scelto di venire qui. Volevo imparare ad utilizzare macchinari quali la Lasercut, stampanti 3d e la stampante plotter. Mi attirava l’idea di fare parte di una comunità di professionisti con competenze diverse ma a volte complementari tra loro, da cui avrei sicuramente attinto nuove conoscenze. Volevo arricchire il mio bagaglio di esperienza lavorativa mettendo alla prova la mia capacità di progettare diversi tipi di prodotto, in base alle esigenze del cliente. Ho trovato affascinante inoltre intraprendere un’esperienza che, nella sua parte più tecnica e manuale, viene al giorno d’oggi attribuita per lo più ad una figura maschile. La mia passione per l’artigianato e la manualità però mi hanno spinta a smentire questo cliché, cercando di dimostrare che è un lavoro tranquillamente fattibile anche per una ragazza.

3) Raccontaci 3 progetti o attività che hai seguito dall'ideazione alla produzione.

Ho seguito la progettazione di diversi progetti, appartenenti a differenti ambiti e lavorazioni. Dalla realizzazione di oggetti in legno con la lasercutter, al taglio e piega di plexiglass per creare divisori e barriere, al disegno tridimensionale di oggetti stampati in 3D. Durante il periodo di lock-down in collaborazione con la scuola, ho progettato un apriporta portatile, con l’intento di trovare una soluzione di design alla situazione post-covid che stavamo vivendo. Questo progetto, chiamato “CO-OPEN”, per ricordare lo spazio di Coworking di Officine On/Off a cui era destinato inizialmente, ha la funzione di aprire le maniglie delle porte e schiacciare pulsanti di bancomat, ascensori, etc. senza utilizzare le mani, per cui preservando una condizione igienica. Co-open può essere trasportato come portachiavi, e personalizzato incidendo un nome od una frase che si desidera.

Grazie alla macchina al taglio laser del FabLab, ho effettuato esperimenti sul cuoio, che da anni è la mia passione. Autonomamente infatti, realizzo accessori come borse, portafogli, portachiavi, etc. utilizzando questo materiale. Viene tutto cucito a mano da me, ed offro al cliente la possibilità di farmi richieste personalizzate che cerco sempre di soddisfare. Sulla base di questa filosofia, ho sfruttato il grande potenziale aggiunto della lasercut per creare incisioni, tagli e disegni personalizzati sul cuoio. Ciò mi ha permesso sia di accontentare maggiormente e con più qualità gli acquirenti, sia di ridurre notevolmente il tempo e la difficoltà del lavoro. Ho iniziato e sperimentare il mondo dell’artigianato digitale, in cui la tradizione viene supportata e implementata dalla tecnologia, al fine di dare risultati unici.

L’ultimo progetto al quale mi sono dedicata è PHon/off, una cabina telefonica modulata ed insonorizzata, pensata appositamente per lo spazio di coworking di On/Off. Al fine di garantire a tutti i coworker tranquillità ed autonomia nel proprio lavoro, questa soluzione è stata progettata proprio per dare la possibilità di effettuare una call senza disturbare i colleghi, garantendo la propria privacy. PHon/off è realizzata da pannelli di legno OSB rivestiti da una copertura fonoassorbente, e collegati tra loro tramite connettori della ditta Playwood.

4) Essere tirocinante al FabLab Parma: pro e contro.

Penso che il mondo di FabLab sia paragonabile ad una giungla. Addentrandosi sempre più in questa realtà, si ha la possibilità di toccare settori fino ad ora sconosciuti, a fare esperienze di qualsiasi genere e ad interscambiare le proprie conoscenze con quelle di altri professionisti appartenenti ai più svariati ambiti. Ho sempre detto che in un mondo come FabLab sentivo il mio cervello “fiorire”. Come sempre però, esiste l’altro lato della medaglia. In un bombardamento simile di stimoli è infatti necessario mantenere ordine e pianificare con attenzione ogni cosa, in modo da non perdere il focus sui diversi progetti iniziati parallelamente, e non dare spazio alla confusione.

5) Quali sono i tuoi piani per il futuro e cosa ti porti a casa da quest’esperienza?

In futuro mi piacerebbe proseguire con la mia attività di lavorazione del cuoio, e far conoscere sempre di più il mio marchio “Amapola”. Questa esperienza in FabLab mi ha dato la possibilità di riformulare il mio lavoro ed i miei piani di azione in merito, considerando anche il supporto della tecnologia. Grazie a queste nuove conoscenze, mi piacerebbe diversificare i miei prodotti proponendo una personalizzazione ad hoc con l’utilizzo della lasercut. Per questo motivo, perciò, spero di poter mantenere un rapporto con il FabLab Parma da freelance, e di collaborare per eventuali richieste di progettazione e realizzazione di prodotti.

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